Salute quotidiana / Le evidenze spiegate
Resistenza agli antibiotici e ruolo del laboratorio
Come nasce la resistenza, che cosa mostrano i dati dell’OMS e come coltura e antibiogramma aiutano le decisioni cliniche.

In questo articolo
Che cosa diventa resistente?Che cosa ha mostrato il rapporto del 2025Dal campione alla coltura e all’antibiogrammaLa qualità inizia prima dell’analisiCome leggere le lettere dell’antibiogrammaIl valore per il paziente e la comunitàFontiDa ricordare
La resistenza è una proprietà dei microbi. Campioni appropriati, identificazione batterica e interpretazione dell’antibiogramma sostengono un uso responsabile degli antibiotici.
Che cosa diventa resistente?
La resistenza agli antibiotici riguarda un cambiamento nei batteri: possono sopravvivere a un medicinale che prima ne impediva la moltiplicazione. Il corpo umano non diventa “resistente”. I batteri possono sviluppare meccanismi protettivi e scambiare materiale genetico che favorisce la diffusione della resistenza. Questa distinzione aiuta a comprendere i referti.
Il problema riguarda anche l’impiego dei medicinali e la prevenzione delle infezioni. L’OMS lo affronta attraverso l’approccio “One Health”, che collega salute umana, animali e ambiente. La risposta comprende quindi igiene, accesso alla diagnostica e uso appropriato degli antimicrobici in diversi settori della società.
Che cosa ha mostrato il rapporto del 2025
Il 13 ottobre 2025, l’OMS ha riferito che circa una su sei infezioni batteriche confermate in laboratorio, nei gruppi studiati globalmente per il 2023, era resistente ai trattamenti antibiotici. Questo dato non significa che una persona su sei abbia un’infezione resistente: conta la popolazione effettivamente misurata.
L’analisi comprende oltre 23 milioni di casi confermati, fra cui infezioni del sangue, delle vie urinarie, gastrointestinali e gonorrea urogenitale. I dati non rappresentano ogni infezione o ogni paese nello stesso modo. Non possono misurare la prevalenza in Albania né prevedere il risultato di un singolo paziente.
Dal campione alla coltura e all’antibiogramma
La coltura fa crescere i batteri da un campione scelto secondo la sede sospetta dell’infezione, per esempio urina o sangue. Aiuta a identificare il microrganismo responsabile. La crescita richiede tempo e i batteri più lenti possono prolungare l’attesa. Non esiste un unico tempo di risposta valido per tutte le colture.
Il test di sensibilità, spesso chiamato antibiogramma, esamina la risposta del microbo a determinati antibiotici. Coltura e antibiogramma rispondono a domande collegate ma diverse: “Quale microbo è stato trovato?” e “A quali antibiotici è sensibile?”. Il risultato aiuta il medico a valutare le opzioni per quella specifica infezione.
La qualità inizia prima dell’analisi
Un campione contaminato può produrre una risposta fuorviante. Nelle emocolture, i comuni microbi della pelle possono entrare durante il prelievo e suggerire erroneamente un’infezione del sangue. I CDC collegano la riduzione della contaminazione alla prevenzione di terapie antibiotiche inutili e ricoveri prolungati. La raccolta influenza quindi l’utilità del risultato.
Le indicazioni IDSA/ASM sottolineano la scelta del campione, della quantità e delle condizioni di trasporto appropriate a ogni quesito clinico. Ecco perché è necessario seguire attentamente le istruzioni del laboratorio. Un contenitore adatto e un campione dalla sede corretta fanno parte dell’esame quanto la misurazione successiva.
Come leggere le lettere dell’antibiogramma
Nel sistema EUCAST, S indica sensibilità con un regime posologico standard; I indica sensibilità con esposizione aumentata all’antibiotico; R indica resistenza. La categoria I non equivale a R. L’esposizione dipende anche dalla somministrazione e dalla sede dell’infezione: l’interpretazione spetta quindi al professionista sanitario.
Le soglie interpretative vengono aggiornate. Alla data di questo articolo, la tabella EUCAST del 2026 è la versione 16.1. Occorre leggere il referto con lo standard pertinente, evitando confronti meccanici fra ogni lettera e un esame precedente. Un risultato di laboratorio non è un’indicazione a modificare autonomamente la dose.
Il valore per il paziente e la comunità
I laboratori contribuiscono anche alla sorveglianza della resistenza. L’OMS descrive come quelli di riferimento sostengano standardizzazione, controllo della qualità e conferma di nuovi meccanismi di resistenza. Informazioni affidabili aiutano a riconoscere i cambiamenti nel tempo e organizzare misure di controllo, oltre il singolo referto. Metodi coerenti rendono più utili i dati raccolti.
Per il paziente, i passi sono pratici: assumere gli antibiotici come prescritti, non condividerli e non conservare avanzi per una malattia futura. Gli antibiotici non curano infezioni virali come raffreddore e influenza. La domanda utile è quali informazioni servano per la decisione di oggi, insieme al proprio medico.
Fonti
- About Antimicrobial Resistance ↗CDC · Consultato il 15 settembre 2026
- Antimicrobial resistance ↗World Health Organization · Consultato il 15 settembre 2026
- WHO warns of widespread resistance to common antibiotics worldwide · 13 October 2025 ↗World Health Organization · Consultato il 15 settembre 2026
- Global antibiotic resistance surveillance report 2025 ↗World Health Organization · Consultato il 15 settembre 2026
- Bacteria Culture Test ↗MedlinePlus · National Library of Medicine · Consultato il 15 settembre 2026
- Antibiotic Sensitivity Test ↗MedlinePlus · National Library of Medicine · Consultato il 15 settembre 2026
- Prevent Adult Blood Culture Contamination · 31 March 2026 ↗CDC · Consultato il 15 settembre 2026
- IDSA/ASM 2024 Guide to Utilization of the Microbiology Laboratory for Diagnosis of Infectious Diseases ↗IDSA · American Society for Microbiology · Consultato il 15 settembre 2026
- Definitions of S, I and R ↗EUCAST · Consultato il 15 settembre 2026
- Clinical Breakpoint Tables · version 16.1, 2026 ↗EUCAST · Consultato il 15 settembre 2026
- GLASS guidance for national reference laboratories ↗World Health Organization · Consultato il 15 settembre 2026
- Healthy Habits: Antibiotic Do’s and Don’ts ↗CDC · Consultato il 15 settembre 2026
Spiegazione editoriale con riferimenti alle fonti elencate. Informazioni generali: interpretazione individuale e trattamento richiedono una valutazione clinica.
Aggiornato il 15 settembre 2026. Come prepariamo i contenuti